Frati in cammino - YouTube

domenica 29 novembre 2015

... UN DONO SEMPRE NUOVO


Carissimi amici, il Signore vi dia Pace!

Sarà una coincidenza, ma forse non lo è! Infatti niente accade per caso nelle nostre vite quando Dio si dà da fare. Oggi abbiamo parecchi “inizi”: l’inizio del nuovo anno liturgico, e dunque del tempo di Avvento, iniziano anche i giorni della novena all’Immacolata. 



      In particolare per alcuni fratelli della               nostra comunità di formazione “inizia” anche un nuovo servizio e una nuova tappa                    del cammino vocazionale.

Vi spieghiamo subito! Oggi, Domenica 29 Novembre nella Basilica di San Francesco in Assisi sei di noi hanno ricevuto il ministero del lettorato. 


Sono fr Daniele Sciacca, fr Daniele Giombini, fr Peter Hrdy, fr Hunor Zsók, fr Salvatore Lentini, fr Salvatore Sechi. 

Si tratta di un inizio, ma anche di un cammino             che è iniziato un po’ di tempo fa.
 Sembra che ho fatto un po’ di confusione! 



Oggi questi fratelli hanno detto un “eccomi” a       un impegno che Dio chiede loro e hanno ricevuto in dono da Lui la sua Parola, la Sacra       Scrittura. Ma il dono della Parola ci è stato donato già all’inizio della nostra chiamata, ciò      che ci ha mossi a seguirlo sulla via della                         consacrazione religiosa. 



Così anche l’”eccomi” di oggi si aggiunge a           tanti altri “eccomi” pronunciati prima.             Possiamo dire che Dio è un dono sempre        nuovo ed eterno e il nostro cammino sempre            un nuovo inizio: miracoli che solo                         l’Amore di Dio può compiere. 

            Buon tempo di Avvento a tutti.

                Un forte abbraccio a tutti!




sabato 3 ottobre 2015

FRANCESCO E' VIVO!

Giotto, La morte di S. Francesco
Anche settecentoottantanove (789) anni fa’, cioè il 3 Ottobre 1226, era un sabato. Era ormai sera quando S. Francesco diede l’ultimo respiro.
Noi a distanza di quasi ottocento anni ricordiamo ancora in questo giorno la sua morte…
-No, aspetta! Ma sei proprio sicuro? Guarda che S. Francesco è vivo!
-Ma che stai dicendo?
-Si, si, è proprio vivo! Non si fa’ mica festa per uno che muore. Si fa festa per uno che vive.
Già, Francesco non solo ha Vissuto (con la “V” maiuscola) i suoi anni sulla terra, ma adesso con Cristo Vive una vita in pienezza e nella beatitudine.

Giotto, Francesco e sorella morte


È per questo che Francesco chiamò la morte “sorella”, perché gli avrebbe permesso di incontrare e abbracciare il suo Signore. La morte non gli faceva più paura perché ormai gli stava alle spalle e non più davanti. Francesco non si è affidato al Dio dei morti ma al Dio della Vita.
Francesco è ancora vivo in tante persone: è vivo in noi, suoi frati, che ci sforziamo, se pur da lontano, di seguire le sue orme; è vivo in tante persone che vivono la sua spiritualità e i suoi valori; è vivo perché parla al cuore di tanti giovani; 




Giotto, San Francesco Glorioso


è vivo perché è vicino agli ammalati, ai poveri, ai rifugiati, a chi è nella guerra, a chi vuole la pace, alle persone che sono di altre religioni; è vivo nel nostro Papa Francesco, primo Papa che ha scelto il nome del poverello d’Assisi, e non solo il nome; è vivo perché parla a chi cerca da troppo tempo la Misericordia di Dio; è vivo perché vive in tante famiglie. Insomma, E' VIVO!

Vogliamo augurarvi una buona festa di San Francesco e che nel vostro cuore, accanto a Cristo, viva anche il Poverello d’Assisi.   Buona festa a tutti dai frati del Franciscanum.

venerdì 2 ottobre 2015

UN BELLISSIMO AFFRESCO CON LA NOSTRA VITA



Un grande saluto a tutti i nostri amici. Siamo     già alle porte della grande solennità di San                               Francesco.







In questi giorni della novena, noi post-novizi       abbiamo offerto il nostro servizio nelle               celebrazioni liturgiche in Basilica.  





  

La preparazione alla festa è stata affidata a Fr     Marco Moroni. Le riflessioni hanno avuto         un taglio artistico-spirituale, ispirate ai bellissimi affreschi di Giotto e del “Maestro                             di  San Francesco”.





Affreschi che in principio sono stati realizzati  proprio con l’intento di offrire una catechesi ai fedeli. Gli affreschi della Basilica inferiore offrono la proposta di un cammino liturgico e                              di fede. 





     Mostrano come San Francesco tenendo sempre lo sguardo fisso su Cristo e vivendo il      Vangelo è  riuscito a vivere la sua vita                                   in pienezza. 




                                È lo stesso invito che viene rivolto oggi anche a noi:                                                  Vivere il Vangelo, sulle orme di San Francesco.




giovedì 1 ottobre 2015

IL CORTILE DI FRANCESCO

Dal 23 al 27 Settembre 2015, nella città di Francesco, si è svolta la seconda edizione del "Cortile di Francesco" che ha avuto come tema l' Umanità. 


Monica Maggioni, Antonio Gnoli e il Card. Ravasi
Giorni di incontri, conferenze e workshop con protagonisti illustre personalità della società civile, della cultura, della politica, dell’arte, dello spettacolo e della musica pronti ad ascoltare e dialogare tra loro. 


Il Card. Ravasi, con i ministri Boschi, Giannini e Pinotti
Tra i protagonisti del dialogo sono stati presenti: il cardinale Ravasi, ministro Boschi, il regista Pupi Avati, il pianista Nicola Piovani, Monica Maggioni e molti altri.



Uto Ughi in concerto nella Basilica Superiore






Noi post-novizi con il Card. Ravasi














  Giorni in cui abbiamo riscoperto la nostra grande Vocazione: 
ESSERE UOMINI SEMPRE IN DIALOGO TRA LORO.

martedì 22 settembre 2015

Arrivi e partenze in fraternità......

Pace e Bene !!!

La nostra fraternità del Franciscanum è in festa per l'arrivo di 8 nuovi fratelli. Ieri Lunedì 21 Settembre abbiamo accolto i nuovi chierici.

Eccoli: fr. Flavio (provincia Umbra); fr. Michele, fr. Giuseppe, fr. Gianluca, fr. Andrea (prov. Pugliese); fr. Filippo e fr. Giacomo (prov. siciliana); fr. Diego (Custodia di Calabria).






Quest'anno invece hanno terminato il loro percorso al Franciscanum, e sono rientrati nelle rispettive Province di appartenenza: fr. Vito, fr. Rocco e fr. Sosthene (qui a fianco nella festa per la loro).









Il Signore vi dia Pace!!!

mercoledì 24 giugno 2015

LA MIA VOCAZIONE... UN DONO!

Carissimi Amici, Il Signore vi dia Pace! Vi facciamo dono del racconto del cammino vocazionale del nostro fra Daniele Sciacca. Buona lettura, e continuate a pregare perché il Signore continui a scegliere ancora tanti giovani per renderli suoi discepoli.


Ciao a tutti mi chiamo fra Daniele, ho 30 anni e vengo da Prato. E’ sempre difficile parlare della propria storia ma è anche emozionante perché sei chiamato a ricordare, a fare memoria di tante cose che portano a rendere grazie al Signore. Sì, perché come San Francesco scrive nel Testamento: il Signore mi dette, il Signore mi donò …, anch’io non posso che ammettere che questa non è solo la mia storia ma la storia che Dio ha fatto con me. Diciamo subito che come molti altri non avrei mai pensato di farmi frate!

Dopo le superiori, nel 2005, avevo intrapreso gli studi in Giurisprudenza a Firenze, con l’intenzione di realizzarmi nell’ambito delle professioni legali, non immaginando mai che il buon Dio invece avesse da propormi la professione religiosa! Tutto è cominciato nel lontano 2004 quando, con la mia famiglia, ci trasferimmo dai miei nonni. 

Non fu solo un cambiamento di casa: il buon Dio cambiò tutta la mia vita! Da quel periodo, infatti, grazie soprattutto ad alcune nuove amicizie, con l’aiuto del Signore si risolsero alcune tensioni che mi portavo dagli anni dell’adolescenza. Tante situazioni cominciarono a mutare in modo inaspettato nella mia vita e in senso molto positivo. Ricordo molto bene come, sebbene avessi smesso di frequentare la Chiesa dopo la Cresima, mi sia sentito portato ad attribuire al Signore questo merito. Da ciò è nato un grande senso di gratitudine verso di Lui per quello che aveva fatto per me. 

Ed è con questo senso di riconoscenza e gratitudine che arriva il momento decisivo di questa storia: il Luglio del 2007 quando, all’interno di un campo estivo con i bambini della mia Parrocchia, in cui ero aiuto animatore, avvertii per la prima volta una sensazione particolare, alcuni pensieri strani che mi accompagnarono per tutti quei giorni e che mi portarono a rivolgere al mio parroco la classica domanda: "Don, scusa, come si fa a capire se uno ha la vocazione?”. 

Glielo chiesi molto ingenuamente come se si potesse rispondere a questa domanda con una battuta. Con lui entrai dunque in discernimento vocazionale, per comprendere se ciò che percepivo fosse una qualche “chiamata particolare”. Ma il Signore, che ha pensato un cammino personale per ciascuno, neppure un mese dopo mi portò ad Assisi dove conobbi per la prima volta i Frati Minori Conventuali, nell’ambito di un campo estivo per giovani organizzato dal Centro di Pastorale giovanile e vocazionale presso il Sacro Convento. Ironia del Signore: a Prato erano presenti sia i Frati Minori sia i Frati Minori Cappuccini ma non i Conventuali! 



L'incontro mi colpì molto e lasciò nel mio cuore una nuova, inquietudine che mi spinse a conoscere i frati in Toscana per verificare se la mia fosse stata una vocazione al sacerdozio o alla vita religiosa.


Nel 2008 decisi così, d’accordo con il mio parroco di terminare il mio discernimento in diocesi e di proseguirlo con i frati. Al termine del mio percorso universitario insieme ai frati prendemmo la decisione di fare il gran passo: un mese dopo la laurea nel 2010, entrai in Postulato a Osimo, presso il Santuario di San Giuseppe da Copertino. Nel 2012 assieme ai miei fratelli di Postulato ho iniziato l’anno di Noviziato presso il Sacro Convento di Assisi al termine del quale abbiamo emesso la nostra professione religiosa, consacrando la nostra vita alla sequela del Signore Gesù Cristo nella via tracciata da San Francesco. In questi anni il Signore mi ha donato la grazia di vivere vicino a lui; attraverso la formazione e la preghiera Francesco ha voluto aprirmi alcuni segreti del suo cuore: un cuore di “madre”, di fratello, un cuore di riconciliazione, di fede e di misericordia, bruciante d’amore e passione per Dio e per i fratelli, desideroso in ogni momento di discernere la volontà del Padre celeste. 

Oggi sono al terzo anno di studi in Filosofia e Teologia e che dire? Guardandomi indietro posso davvero vedere e cantare la Misericordia del Signore nella mia vita. Sempre dal Lui mi sono sentito guidato, accompagnato, amato, accettato anche quando io mi scoraggiavo e sempre più mi scoprivo infedele e peccatore. Tutto è stato dono su dono fino al grande dono della professione religiosa. Non posso fare altro che ringraziarlo e chiederGli la grazia che la mia vita possa essere un grande “grazie”, facendo di essa un dono a Lui e ai fratelli.


E concludo con le parole del serafico Padre Francesco: “Onnipotente, santissimo, altissimo e sommo Iddio, che sei il sommo bene, tutto il bene, ogni bene, che solo sei buono, fa che noi ti rendiamo ogni lode, ogni gloria, ogni grazia, ogni onore, ogni benedizione, e tutti i beni. Fiat. Fiat. Amen”.